Non esistono artisti di successo se non esistono canzoni di successo.
Prima di Lucio pensavo che la musica fosse un fatto a sè. Lui mi ha insegnato che è un'atmosfera, qualcosa che tutti devono poter respirare.
È la cosa più importante che so, è il mio centro di gravità.
Nato e cresciuto a Taranto, da oltre trent'anni vivo a Bologna — la città di Lucio Dalla - che non è una coincidenza ma il luogo dove tutto è incominciato.
Negli anni '90 ho fatto l'apprendista alla sua bottega. Non era solo imparare ad arrangiare o a scrivere testi e musiche: era capire che la musica è un modo di stare al mondo. Che una canzone è fatta bene quando riesce a camminare da sola, ad attraversare la strada senza dare la mano a nessuno.
Da quella scuola è venuto fuori il mio modo di lavorare: arrangiatore, compositore, produttore, docente, autore di un romanzo che non avrei mai creduto di scrivere e ideatore di uno spettacolo che non parla di Lucio Dalla, ma lascia parlare lui.
Il filo che tiene tutto insieme è uno solo: mettere il contenuto davanti a chi lo porta. La canzone davanti all'artista. Il pensiero davanti alla voce. La sostanza davanti all'apparenza.
Direzione Artistica
Non esiste un progetto uguale a un altro: arrivo quando serve — che sia all'inizio, quando ancora non c'è niente, o a metà strada, quando c'è tutto ma qualcosa non funziona ancora.
Scrivo, arrangio, produco e rimango fino a quando la canzone cammina da sola.
Lucio, Dalla sua parola
Non è un tributo e non è un concerto. È qualcosa di più raro: la voce di Lucio Dalla che parla mentre il pianoforte racconta quello che le parole non dicono. Uno spettacolo per teatri, festival e spazi culturali che sanno riconoscere la differenza tra celebrare e raccontare.
Il mondo che verrà
Un romanzo scritto prima della pandemia che sembra scritto dopo. Una storia che immagina il mondo che potrebbe nascere quando tutto si ferma — utopico e distopico allo stesso tempo. Il primo e unico libro di chi ha passato trent'anni a dire tutto in quattro minuti.
Formazione
Dalla costruzione della canzone alla comunicazione efficace, dal team building attraverso la musica alla consulenza su progetti artistici. Perché la musica non insegna solo a suonare — insegna a pensare, a collaborare, a trovare l'accordo giusto in qualsiasi contesto.
Un video per dire grazie
Bologna, dicembre 2020. Una notte di coprifuoco, una ballerina vestita da operatore sanitario, un pianoforte in Piazza Maggiore.
Sulle note de La sera dei miracoli di Lucio Dalla, abbiamo girato un videoclip in una sola notte — per dire grazie a chi, da mesi, stava facendo miracoli davvero: medici, infermieri, volontari, operatori sanitari.
La ballerina è Elisa Burgoni, volontaria della Pubblica Assistenza di Vignola. Non è una scelta casuale — è un omaggio preciso, diretto, senza retorica.
Il video attraversa le strade e le piazze di Bologna deserta. Una città apparentemente immobilizzata, ma di una bellezza capace da sola di parlare di rinascita. La danza finisce in Piazza Maggiore, intorno a un pianoforte.
Un messaggio di speranza nato dalla musica di Lucio Dalla, dalla sua città, dalla sua gente — realizzato con il sostegno della Regione Emilia Romagna e della Fondazione Lucio Dalla.